DEGLI ULIVI DELLE ULIVE, E DELLA MANIERA DI CAVAR L'OLIO

Autore: Presta, Giovanni
Editore: Stamperia Reale
Anno: 1794
Luogo: Napoli

In 4° grande (mm. 283×200), [8], 316 p., IV c. di tav.: ill. Legatura coeva in mezza pergamena e cartone, rinforzata con tela al dorso, tagli spruzzati di verde. Vignetta calcografica al frontespizio, 4 tavole incise su rame ripiegate in fine volume, carattere romano, ampi margini, lievi fioriture sparse, brunitura lieve a qualche fascicolo.
Esemplare di presentazione di questa rara e importante opera sui sistemi di coltivazione degli ulivi e di produzione dell’olio nel sud dell’Italia. Presta in seguito ad accurati esperimenti che durarono quasi dieci anni, potè inviare undici tipi di olio a Caterina II di Russia e sessantadue al re di Napoli Ferdinando IV a cui è dedicata l’opera (che come riconoscimento ricambiarono con medaglie d’oro e monete). Con questo importante lavoro Presta dimostrò la necessità di rinnovare i frantoi secondo sistemi moderni di costruzione consigliando la dismissione dei caratteristici frantoi sotterranei. Tra tante innovazioni Presta sperimenta anche l’idea di procedere all’estrazione olearia dopo  ’eliminazione dei noccioli. Un capitolo intero è dedicato ai risultati sperimentali delle prove effettuate sulle olive snocciolate, dalle quali risulta che l’olio ottenuto era gradito ai consumatori dell’epoca. Fin dai tempi dei Romani l’olivicultura era ancora nel secolo xviii la principale fonte di ricchezza del Mezzogiorno d’Italia. In particolare l’olio di Gallipoli era molto richiesto  dai mercati del regno e di tutta Europa con un prezzo maggiore di tutti gli altri olii.  Da documenti catastali si constata che a Gallipoli, nell’Ottocento, si contavano ben 35 frantoi dove si lavoravano complessivamente ben oltre 80.000 kg di olio al mese, con una produzione stagionale media di poco inferiore a 250.000 kg d’olio.  Giovanni Presta (Gallipoli 1720-1797), medico e agronomo dedicò gran parte della sua vita alla  sperimentazione. Di lui scrissero con lode lo svizzero Salis Marschlins, gli inglesi Swimburne e Clarke nonchè Galanti e Palmieri.